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Domenica 1 Ottobre 2017, presso la Galleria Europa di Piazza Grande a Modena si parlerà di cittadinanza nell’era dei dati.

Il tema non mi appartiene nel senso stretto della disciplina, ma cercherò di fare sponda a Beppe Leoni, che invece se ne intende sul serio, portando un contributo sul lato delle “cose” e dei processi, focalizzandomi sul come l’abilitazione di questo cambio radicale nella nostra esistenza sia stato determinato dall’evoluzione tecnologica e non da una progressione di volontà. Qui sotto l0introduzione dell’evento.

Tutti abbiamo sentito parlare di Internet of Things, di IoT, e qualcuno anche di IoE, Internet of Everything, dove aumenteranno le conversazioni tra uomo e macchina. La prima tesi del Cluetrain Manifesto diceva che “i mercati sono conversazioni”, ma non potevamo certo immaginare che le avremmo fatte con una chatbot o un robot. Dialogare con le macchine porterà ad un nuovo livello di datificazione della vita privata, facendo aumentare la sensibilità collettiva e individuale sul tema della sovranità sui dati perché più dati individuali saranno aggregati dalle aziende e più arriveranno a possedere l’identità digitale delle persone. Le identità digitali sono una merce venduta a caro prezzo senza che nessun beneficio arrivi alle comunità di persone che le hanno fatte emergere, grazie al lavoro di costruzione di una fiducia reciproca e alla condivisione di scopi comuni. Questa sorta di cittadinanza digitale potrebbe trovare una nuova utilità nella progettazione delle politiche locali e degli stili di vita dei quartieri iperconnessi? Cosa dovremmo cominciare a progettare localmente per passare dai dati come male necessario ai dati come bene comune?

 

Qui i dettagli e il link per la registrazione gratuita all’evento.

 

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